Italia

I Premiati del 5° Life Beyond Life Film Festival

Diretto dal locrese Annunziato Gentiluomo

Pino Torinese (TO), Italia – Si è conclusa con successo la quinta edizione del Life Beyond Life Film Festival (LBLFF), diretto dal locrese Annunziato Gentiluomo, l’unico festival al mondo dedicato ai temi escatologici e alla vita dopo la morte. La cerimonia di premiazione, tenutasi ieri sera, ha rivelato i vincitori nelle diverse categorie, celebrando opere cinematografiche provenienti da tutto il mondo capaci di stimolare la riflessione sul mistero dell’esistenza e del trapasso. Proposto dall’Università Popolare ArtInMovimeno, in sinergia con l’A.R.E.I. (Afterlife Research and Education Institute) e col Religion Today Film Festival, e diretto da Annunziato Gentiluomo,  lasciando il posto alla visione di “Il canto del ghiaccio” di Paolo Ghisu e Stefano Collizzolli, di “The Finding Papa Movie (USA) di Julianne Elizabeth Eggold, e di “Maratona di New York (Italia) diretto da Luca Franco, con i tre registi in sala,  e concludendo col cortometraggio inglese “Sisters” di Josh Cowle. Sono presenti anche Joelle Eggold e l’attore Massimiliano Caretta.

Il festival, ha visto la partecipazione di 38 film in concorso, valutati da cinque giurie tecniche internazionali e tre giurie speciali.

Il Lungometraggio “Rhythm of Dammam” Trionfa

La Giuria internazionale dei Lungometraggi ha decretato vincitore come Miglior film l’opera “Rhythm of Dammam” (India-USA) del regista Jayan Cherian. ” È stato premiato per il coraggio con cui racconta il trauma intergenerazionale dell’antica comunità siddi, nell’India contemporanea, attraverso il viaggio sciamanico del giovane protagonista. Musica e riti della comunità sono al centro di una potente e inirrimandabile riflessione sulla schiavitù, la memoria ancestrale e il legame tra i vivi e i morti,” ha motivato la giuria presieduta da Alberto Olivero. Lo stesso Jayan Cherian si è aggiudicato il premio come Miglior regista, “per la maestria con cui fonde armoniosamente l’approccio etnografico con la narrazione intimista, valorizzando l’improvvisazione degli attori e la solennità delle inquadrature. Il suo cinema è un’esperienza visiva colorata, potente e trascinante.”

Per quanto riguarda le interpretazioni, Mostafa Zamani ha vinto il premio come Miglior attore per il suo ruolo in “Fragrant” (Iran), “per l’interpretazione intensa e complessa di Ali, un uomo sospeso tra il talento, la paternità imminente e la consapevolezza della malattia terminale. Con straordinaria estensione emotiva trasforma un ordinario melodramma romantico in un’esperienza lirica e struggente.” Thekla Reuten si è distinta come Miglior attrice per “Narcosis” (Paesi Bassi), ” per l’interpretazione intima e raffinata con cui esplora la profondità del lutto. Per il ritratto convincente e toccante di moglie e madre, e per la grazia con cui caratterizza le capacità medianiche del personaggio.” La Miglior sceneggiatura è stata attribuita a Martijn de Jong e Laura van Dijk per “Narcosis”, “per la capacità di intrecciare dramma, mistero e trascendenza in una trama in cui il lutto è in equilibrio tra realismo e simbolismo e in cui passato e presente si alternano con naturalezza in un racconto elegante e articolato.”

Due Menzioni Speciali sono state assegnate al film italiano “Maratona di New York” di Luca Franco, “per aver scelto con entusiasmo di adattare per lo schermo la pièce omonima di Edoardo Erba, elaborando con splendida resa scenica il senso della corsa come metafora della vita, in un crescendo di fatica che presagisce l’approssimarsi della morte,” e al marocchino “The Oasis of the Frozen Waters” di Mohammed Raouf Sebbahi, “per l’espressione artistica elevata e ricercata e per la sensibilità con cui mette in scena le difficoltà di una coppia, le sfide morali che accompagnano la malattia terminale e la spiritualità del sufismo. È un’opera ricca e matura.”

“The Finding Papa Movie” Miglior Documentario

La Giuria Internazionale dei Documentari, presieduta da Massinissa Askeur, ha premiato come Miglior Documentario l’americano “The Finding Papa Movie” di Julianne E. Eggold, “per la capacità di alternare coinvolgimento emotivo e osservazione esterna, dando vita a una narrazione intima e originale. Il viaggio delle protagoniste si sviluppa con un ritmo avvincente, in cui scienza e soprannaturale si intrecciano armoniosamente, offrendo un racconto intenso e coinvolgente.Julianne Elizabeth Eggold ha ricevuto anche il premio per la Miglior regia, “per la capacità di mescolare con naturalezza diversi linguaggi visivi, alternando reportage, blog e interviste in una narrazione autentica e originale. La regia, libera da formalismi, conferisce ritmo e vivacità al racconto, valorizzando ogni aspetto della storia con scelte espressive creative e coinvolgenti.” Il premio per il Miglior montaggio è andato a Ernesto de Nova per “Ari – Una història d’amor i vida”, “per la capacità di intrecciare testimonianze e frammenti di memoria in un racconto fluido e coinvolgente. Grazie all’abile montaggio si costruisce con sensibilità e ritmo una narrazione che mantiene viva la speranza, dando forza e continuità a una storia intensa e profondamente toccante.” Una Menzione Speciale è stata conferita a “Ari – Una història d’amor i vida” di Ricard Mamblona Agüera, “per la capacità di raccontare con intensità e autenticità una storia di lotta, speranza e resilienza. Il documentario trasmette un messaggio potente, testimoniando come il coraggio di Ari continui a vivere attraverso il protocollo che porta il suo nome, salvando altre vite. Un’opera che incarna profondamente il tema del festival, un esempio tangibile di come la vita possa andare oltre la vita.”

Il Cortometraggio “As easy as closing your eyes” si Aggiudica il Primo Premio

La Giuria Internazionale dei Cortometraggi, presieduta da Michael Drai, ha premiato come Miglior Cortometraggio l’americano “As easy as closing your eyes” di Parker Crof, “in quanto si tratta di un film di rara maturità, sostenuto da una sceneggiatura avvincente e una regia accurata. La messa in scena precisa e la straordinaria fotografia creano un’atmosfera immersiva, arricchita dall’eccellente interpretazione degli attori. In questo prossimo futuro realistico, in cui una nuova droga permette di sfuggire al dolore del lutto, il regista offre una toccante riflessione sull’accettazione della morte di una persona cara.” Josh Cowle (UK) ha vinto il premio per la Miglior Regia con “Sisters”, “perché è un film che ha la capacità di non cedere mai all’esagerazione o al melodramma, ma che mantiene invece un tono equilibrato e bilanciato per tutto il tempo. Questa moderazione narrativa permette al pubblico di assorbire la storia in modo organico e lascia ampio spazio al coinvolgimento emotivo. Il regista opta invece per un approccio sfumato, in cui gli spazi emotivi sono curati con attenzione, permettendo alla storia di respirare e risuonare profondamente con il pubblico.” Carter Jenkins (USA) è stato premiato come Miglior Attore per “Back in Baby’s Arms”, “per la performance di grande professionalità e naturalezza che consolida la credibilità della storia e scandisce il ritmo dello sviluppo drammaturgico con delicate sfumature. Un ruolo cesellato nei dettagli, misurato e consapevole che disegna con precisione l’evoluzione del personaggio. La grande sensibilità della sua interpretazione cristallizza un conciso e poetico inno all’arte della recitazione, un’arte, ci mostra Carter Jenkins, capace di commutare la menzogna nella profonda verità dell’ascolto.” Issy MacDonald (UK) ha ricevuto il premio come Miglior Attrice per “Sisters”, “per la sua intensa e struggente interpretazione nel film. Con straordinaria sensibilità e profondità emotiva, dà vita a Sara, un’adolescente intrappolata nel dolore del lutto, rendendo ogni silenzio, sguardo e fragilità un racconto di perdita e rinascita. La sua performance autentica e toccante trasforma il viaggio interiore della protagonista in un’esperienza universale, capace di commuovere e lasciare il segno.” Menzioni Speciali sono andate al tedesco “The Last Sketch” di Edgar Huebert, “per l’originalità della realizzazione con un tratto del tutto suo: l’animazione unisce la vecchia tradizione fatta di colori pastelli e pochi tratti per ricordare il passato e le nuove tecniche 3D per il presente con colori più cupi, tratti più netti e un sapiente uso della luce,” e all’americano “Back in baby’s arms” di Jackson Giuricich, “per la regia misurata ed efficace, e l’ottima interpretazione degli attori, perfetti interpreti di un racconto brillante, ironico, mai banale. Un corto che fa sorridere pur mantenendo intatto il dramma della perdita e della deriva senile, quando la memoria inizia a sgretolare la linearità dell’esistenza e il ricordo di un amore passato sembra essere l’ultima ancora per sentirsi ancora vivi.”

“This Is Where I Find Myself” Miglior Documentario Breve

La giuria dei Documentari brevi, presieduta da Nicolas Gautier, ha assegnato il premio come Miglior Short Doc all’americano “This Is Where I Find Myself” di Andrew Hinton, “per la scelta innovativa di fondere diversi punti di vista relativi alla morte, alla scienza, alla consapevolezza, all’amore e alla malattia, per essere tecnicamente ben fatto e per avere una narrazione completa relativa alla speranza.” Una Menzione speciale è stata attribuita all’americano “A Death Worth Living For” di Jonathan Cipiti, “per il forte messaggio del film legato alla fede e all’amore che spinge lo spettatore nella scelta di credere al soggetto, il potere della semplicità e dell’onestà sono stati facili da apprezzare grazie alla spontaneità del soggetto.”

“Himan” Vince tra gli Art Movies

La Giuria degli Art Movies, presieduta da Sebastian Swartz, ha premiato come Miglior Art Movies l’iraniano “Himan” di Payam Ghorbani, “in quanto nella loro unicità i personaggi, gli oggetti di scena e l’ambientazione si intrecciano per creare una narrazione che non solo esplora il confine tra vita e morte, ma invita anche lo spettatore a meditare sul viaggio interiore, sulla trascendenza dei limiti umani e sulla misteriosa continuità dell’esistenza.” Payam Ghorbani ha ricevuto anche il premio per la Migliore Regia, “giacché riesce a catturare un viaggio allegorico e simbolico, esplorando la vita oltre la morte attraverso un percorso iniziatico ricco di metafore.” Una Menzione speciale è stata conferita all’americano “After we’re gone” di Saige Kanik, “perché la scelta di una tecnica di animazione giocosa per la narrazione di questa raccolta di storie è toccante e offre attraenti contrasti di chiaroscurali e un’estetica attente e curata, con un finale che ricorda allo spettatore che l’energia non viene mai distrutta né creata, ma si trasforma semplicemente e porta all’inizio di qualcos’altro.”

Premi Speciali

  • Premio Best Animated Movie: “My Grandfather’s Demons” diretto da Nuno Beato, “una bella storia racconta bene e con una buona maestria della Stop Motion. Anche il cambiamento di stile alla fine riesce avvicinarci di più al personaggio e ci convince grazie a un’ottima cinematografia.” (Daniele Scali)
  • Premio per la Migliore colonna sonora: Sébastien Blanchon per “Happiness Is a Wild Beast” (Francia), “per l’abilità con cui le note colorano e punteggiano tutta la storia con grande versatilità musicale, e per come le composizioni aggiungono un tocco di composta leggerezza a un soggetto malinconico e doloroso, facilitando il processo di immersione nella storia.” (Carmelo Spoto, Vixia Maggini e André Ruiz Luiz)
  • Premio Visual Emotion Impact: “The Afterlife Photo” (Giappone) diretto da Tatsuaki Mizoi, “per la sua splendida fotografia in bianco e nero, fatta di controluci, scorci e magiche prospettive, che coinvolge lo spettatore, trattenendolo visivamente tra stanze adiacenti in ricercate geometrie.” (Corrado Leoni)
  • Premio Andare Oltre. Uniti nella Luce: “Ghosted” (USA) diretto Sam Milman e Peter Vass, “per la delicatezza e la freschezza con cui dimostra che la vita, al di là delle prove e delle sofferenze, sia costellata da sorprese, alcune delle quali capaci di farti ribattere il cuore e comprendere quanto amore ancora hai da dare, senza per questo mancare di rispetto alla memoria di chi ti è stato accanto che comunque rimarrà sempre con te.” (Team del Convegno Internazionale “Andare Oltre. Uniti nella Luce Premio”)
  • Premio Best Afterlife Research: “Signs of dying” (Spagna) diretto da Daniel Ortíz Díaz, “per l’impegno onesto e appassionato di investigare i fenomeni legati al fine vita, in particolare le visioni dal letto di morte e le esperienze di premorte, e per l’invito coraggioso ad andare oltre le mere visioni meccanicistiche e l’approccio medicalizzato al fine vita, celebrando così la morte nella sua sacralità.” (Commissione ricerca nel campo delle energie sottili e del paranormale)
  • Premio Religion Today: “A Carlos” (Brasile) di Carlos Cipriano Gomes Junior, “per la capacità con la quale l’autore intreccia parole ed immagini, raccontando amore, libertà e mancanza, in una poetica e coraggiosa lettera d’addio facendosi accompagnare da una struggente colonna sonora cantata a cappella che fa accapponare la pelle e scioglie il cuore d’emozione.”

Un Bilancio Positivo e Sguardi al Futuro

Il direttore artistico Annunziato Gentiluomo ha espresso la sua soddisfazione per la riuscita dell’edizione: “Siamo soddisfatti per la programmazione proposta nei cinque giorni. Una line up di 38 film molto interessante e stimolante. Siamo felici di aver avuto con noi Julianne Elizabeth e Joelle Eggold, per il documentario “The Findind Papa Movie” direttamente dalla California, e Luca Franco e Davide Paganini, rispettivamente regista e attore del lungometraggio “Maratona di New York”.” Tuttavia, ha anche sottolineato la necessità di “lavorare e crescere, in particolare rispetto alla sensibilizzazione del gruppo e stiamo già pensando a strategie alternative per raggiungere spettatori e coinvolgere di nuovo le scuole. Sicuramente il tema è complesso e, a volte, può risultare respingente, ma noi crediamo profondamente al potere dell’immagine, capace di veicolare messaggi capaci di far riflettere e offrire strumenti che possano aiutare i più ad equipaggiarsi meglio nel confronto con l’evento morte.”

Anche il Direttore alla Programmazione Andrea Morghen ha tracciato un bilancio: “Il lavoro è stato tanto e l’impegno richiesto ha reso il gruppo più coeso e determinato. Per il prossimo anno sapremo come muoverci meglio.”

Matteo Valier, Direttore all’organizzazione e alla logistica, ha concluso ringraziando i sostenitori e le amministrazioni locali per il loro supporto: “Lavorare con degli amici sinceri, come Nunzio e Andrea, è veramente motivante. Quest’anno anche Odette e Samuele sono stati fisicamente tutti i giorni con noi e ciò ha reso ancora più nutrienti il cinefest.”

Il 5° Life Beyond Life Film Festival si conferma un importante appuntamento per esplorare attraverso il cinema le domande più profonde sull’esistenza e sul significato della vita oltre la morte, aprendo un dialogo culturale e artistico su temi spesso considerati tabù.

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