Comitato Cosenza No alla Fusione: il ricorso e la polemica sul quorum

La vittoria del No al referendum sulla fusione ha rappresentato una sconfitta per il centrodestra e per i promotori della fusione. Il Comitato Cosenza No alla Fusione ha rivendicato la sua vittoria come un trionfo della democrazia e ha invitato le istituzioni a rispettare la volontà dei cittadini.
NOTA INTEGRALE Comitato Cosenza No alla Fusione – Per una Città Policentrica.
“Abbiamo letto increduli, ma anche divertiti, una esilarante dichiarazione del sen. Mario Occhiuto al quale diamo però volentieri atto di essere migliore come giurista che come urbanista. Dice infatti il senatore che il referendum sulla fusione da lui e compagni appena perso 58 a 41, va annullato perché privo di quorum dei votanti, in contrasto con lo Statuto regionale che lo fissa al 30 per cento. E pertanto va ripetuto!”. È quanto dichiara, a proposito di una recente intervista a Mario Occhiuto, il portavoce del Comitato Cosenza No alla Fusione – Per una Città Policentrica, Mario Bozzo.
“In tal modo il sen. Occhiuto copia, ma forse non lo sa, uno dei punti del nostro ricorso – aggiunge Bozzo – scritto e presentato al TAR dall’avvocato Rossella Barberio. Il solo ricorso che abbia sollevato il problema della discrasia tra la legge referendaria, che non prevede un quorum, e l’art. 12 dello Statuto regionale che lo fissa invece al 30 per cento degli aventi diritto. Ma contro il nostro ricorso, che non è stato per niente respinto, come qualcuno ha voluto far credere, la Regione Calabria ha fatto una strenua opposizione! S’informi il sen. Occhiuto”.
“Se, comunque, conclude il portavoce della Città Policentrica – l’esilarante tesi dell’ex sindaco di Cosenza dovesse essere accolta dal centro-destra+PD calabrese, alleati e sconfitti al referendum, sappiano fin d’ora che il nuovo referendum lo faremmo fallire invitando gli elettori a non andare a votare, trattandosi palesemente di una nuova truffa. Al senatore Occhiuto ricordiamo che il “golpe” messo in atto dalla Regione Calabria in combutta con settori importanti dell’Università è fallito. I cittadini consapevolmente lo hanno bocciato. E con esso hanno bocciato il “sistema unico” rappresentato da partiti, sindacati e apparati economici che hanno sostenuto in modo scellerato un progetto di fusione probabilmente anticostituzionale e sicuramente antidemocratico. In una Regione come la Calabria, ostaggio di ‘ndrangheta e massoneria deviata, sarebbero state necessarie trasparenza e partecipazione dal basso delle istituzioni e dei cittadini. In modo opaco e frettoloso è stata invece “confezionata” una scatola vuota da far votare ai cittadini con un referendum-truffa. Il senatore Occhiuto è stato un grande sostenitore di questo processo politico truffaldino. Prenda pertanto atto della sonora sconfitta e non proponga altre soluzioni inaccettabili.
La parola deve ora passare democraticamente ai Comuni e ai cittadini”.
Comitato Cosenza No alla Fusione – Per una Città Policentrica.