Reggio Calabria

Il Consorzio Macramè incontra il Commissario dell’ASP di Reggio Calabria

“Abbiamo incontrato presso la Direzione generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria il Commissario straordinario Gianluigi Scaffidi. L’incontro ci fa sperare che si possa instaurare un rapporto di collaborazione che prevede anche il nostro coinvolgimento nelle politiche pubbliche del territorio”. A dirlo è Giancarlo Rafele, presidente del Consorzio Macramè. “Per partecipare ad una programmazione congiunta, definire insieme gli interventi necessari e concreti di sostegno a favore delle persone più fragili, oggi colpite duramente dalla crisi. Ma anche per risolvere alcuni problemi cruciali che oggi crediamo rappresentino il cuore delle sfide della nostra comunità. Penso al tema delle cure domiciliari, dei servizi sanitari per il quale il nostro Consorzio può e deve dare un contributo importante”.

All’incontro erano presenti anche Federica Roccisano e Giuseppe Carrozza, rispettivamente vicepresidente e direttore del Consorzio.

Durante l’incontro il Consorzio Macramè ha voluto confrontarsi con l’Azienda Sanitaria in un’ottica di collaborazione e sinergia. L’obiettivo è sempre quello di lavorare insieme per perseguire un obiettivo comune: dare risposte ai bisogni delle persone e della comunità connettendo le attività delle organizzazioni sociali tra loro e con le istituzioni pubbliche territoriali.

Un confronto assolutamente positivo” aggiunge Rafele “che si è concluso con l’impegno e la disponibilità del Commissario Scaffidi di aderire formalmente al progetto che abbiamo presentato a Fondazione Con i Sud a valere sul Bando socio-sanitario. Un progetto che è stato ammesso alla seconda fase di valutazione e che ha l’obiettivo di concretizzare la nostra idea di sanità d’iniziativa, la strutturazione di un sistema di medicina territoriale che colmi il gap esistente nell’accesso alle cure raggiungendo territori e utenti che altrimenti rimarrebbero esclusi dalla prestazione sanitaria”.

La co-programmazione e la co-progettazione tra pubblico e privato sociale, l’integrazione socio-sanitaria, un futuro diverso per questa regione sono possibili quando i diversi attori a vario titolo coinvolti nella tutela delle persone più vulnerabili si parlano. Oggi, finalmente, anche nell’Azienda Sanitaria di Reggio Calabria questo processo è stato riattivato dopo un paio d’anni in cui ha prevalso la deriva tecnocratica che ha di fatto immobilizzato l’intero sistema delle cure domiciliari.

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