Sibaritide-Pollino: “Astrusa idea centralista” (Mazza, CMG)

Domenico Mazza (CMG) critica la delibera di Corigliano-Rossano per l’adesione alla provincia Sibaritide-Pollino, definendola “desueta” e frutto di una classe dirigente incapace di comprendere l’evoluzione del decentramento.
Mazza contesta l’omogeneità territoriale, definendo l’idea “raffazzonata” e scollegata dalla realtà, ripercorrendo un perimetro giudiziario già giudicato disomogeneo. Critica l’incoerenza tra decentramento e autonomia politica, vedendo nella proposta un “minestrone di pensieri rabberciati”.
Per Mazza, la nuova provincia è sintomo di “paura d’osare” e scarsa conoscenza del contesto regionale, suggerendo di guardare a modelli come la provincia “Porta d’Italia” che unisce comuni di diverse province. Contesta l’inclusione di comunità come Mormanno, lontane dal baricentro jonico.
Evidenzia le titubanze sul capoluogo, con le vecchie delibere che indicavano Sibari e la recente di Acri che aggiunge “Sila Graeca” senza menzionare Corigliano-Rossano.
Mazza ritiene anacronistico pensare a una sesta provincia in Calabria e invita a considerare modelli di aree vaste basati su enti esistenti, come il progetto “Magna Graecia” che unirebbe Sibaritide e Crotonese con un doppio capoluogo.
Conclude sottolineando come le province debbano nascere dalla consapevolezza di rinnovate geometrie territoriali e non da “inutili e effimere rivendicazioni”. Il Comitato Magna Graecia ha offerto un’alternativa basata su dati concreti, disponibile a ulteriori chiarimenti.